IL PRIMO MESE DI NOBEL BOUNGOU COLO ALLA FIAT TORINO

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E’ bastato poco più di un mese a Nobel Boungou Colo per prendersi il cuore dei tifosi e il centro della scena al Palaruffini. Appena il tempo di respirare l’atmosfera del campionato nella vittoria di Pesaro e poi subito la full immersion nel cammino trionfale in Coppa Italia, prima dell’ultima vittoria di domenica scorsa contro Capo d’Orlando, nel giorno del suo debutto casalingo: difficile immaginare un approccio migliore al basket italiano.
Classe ’88 e reduce da importanti esperienze cestistiche vissute fra Spagna, Russia e Francia, Colo racconta dei suoi primi giorni italiani con grande serenità e spontaneità, qualità mostrate da subito anche sul parquet di gioco.

Quali sono le impressioni di questo tuo primo mese passato a Torino?
Questo periodo è passato davvero velocemente, scandito dal lavoro in campo e da poco altro. Appena sono arrivato abbiamo disputato una partita di campionato, neanche 3 giorni dopo siamo partiti per l’avventura a Firenze. Gran parte del tempo l’ho trascorso a inserirmi nei meccanismi di squadra, sia livello di gioco che sul piano personale. Al di fuori delle partite, praticamente la maggior parte del tempo l’ho passato in palestra.
In così poco tempo hai avuto molto lavoro da fare, ma anche grandi soddisfazioni, come la vittoria della Coppa Italia.
Non potevo immaginarmi un inizio migliore anche perché appena sono arrivato abbiamo iniziato a vincere. Questo ci consente di avere ottime sensazioni per il finale di stagione.
Quali sono le impressioni che hai ricavato dai giorni passati a Firenze e dopo la vittoria della Coppa?
I ricordi che porto di quei giorni sono sicuramente molti. Abbiamo giocato tre partite in quattro giorni, quindi eravamo tutti molto stanchi. Ho capito sin dai primi momenti però che siamo un grande squadra, perché ognuno fa sempre di tutto per aiutare il proprio compagno. E’ stata un’esperienza fantastica, frutto di un lavoro collettivo fatto da chi era in campo, ma anche da chi ha dato il proprio contributo decisivo dalla panchina. E’ stato tutto perfetto.
E’ strano: tu parli di team, ma molti di voi giocatori non si conoscevano ancora molto bene prima di quei giorni. Quindi non è indispensabile conoscersi da molto tempo per costruire una buona squadra?
Sì, penso non sia fondamentale per raggiungere dei risultati. La squadra è composta da bravi ragazzi oltre che da ottimi giocatori. Tutti mi hanno dato il benvenuto e fatto sentire come se fossi a casa, cercando di aiutarmi anche molto in campo. Avevamo in noi forte il desiderio di vincere, lo stesso obiettivo condiviso. Se si procede compatti verso la stessa direzione, creare un gruppo forte è una naturale conseguenza.
Ora ci aspettano tre partite molto impegnative. La prima già da domenica contro Venezia, poi due fuori casa. Come le preparerete?
Il nostro unico obiettivo è quello di piazzarci nella migliore posizione possibile per i playoff. Ovviamente niente sarà facile o scontato. Ho avuto modo di conoscere Venezia nella prima partita di Coppa e ci hanno reso la vita difficile, quindi siamo preparati. Penso che comunque tutte le partite che ci attendono saranno molto impegnative: ci sarà chi come noi lotterà per una buona posizione in vista della volata finale, ma anche chi giocherà per rimanere in serie A e non retrocedere. Ci attendono dieci finali.
Cosa ne pensi di Torino? Sei riuscito a visitarla almeno un po’ in questo periodo?
A dire il vero purtroppo non ho visto ancora tutto quello che vorrei, ma lo farò molto presto. A breve arriverà la mia famiglia e sarò raggiunto anche dai miei amici, quindi sarà ancora più piacevole farlo.
E fino ad ora cosa ti è piaciuto di più dell’Italia?
Il cibo, è inutile dirlo, è fantastico. Ma anche le persone mi piacciono molto, tutti sono molto amichevoli e di grande compagnia. Mi sento molto bene qui e sono felice di esserci.
Quale pensi sarà la chiave per vincere contro Venezia?
Penso sarà indispensabile essere molto concentrati, perché nell’ultima partita contro Capo d’Orlando abbiamo iniziato molto bene ma non abbiamo mantenuto costante il livello di concentrazione per tutta la durata del match. Domenica dovremo essere bravi a mantenere alta l’intensità e a non rilassarci mai. Dovremo restare sempre con la testa sulla partita. Mi auguro quindi di avere la stessa partenza di domenica scorsa ma di migliorare sotto questo aspetto.
Un’ultima curiosità. Prima di domenica scorsa non avevi mai giocato una partita al Palaruffini. Che idea ti sei fatto del pubblico?
E’ stato entusiasmante vedere il palazzetto colmo di tifosi e tutti vestiti in giallo a tifare per noi. Sono felice, non avevo mai visto una cosa del genere e questo mi ha dato ulteriore entusiasmo.